sabato 22 marzo 2008

“Il male assoluto visto da “FOCUS”, ovvero: “LA STORIA BUFFA”
IL “PENE FREDDO” DI MUSSOLINI
di Filippo Giannini
Attratto dal titolo di “FOCUS STORIA” “Come si viveva ai tempi del FASCISMO”, ho comprato la rivista, ma sin dalle prime righe ho capito di aver bruciato 4 Euro.
Nella pag. 3 il direttore Sandro Boeri fra l’altro scrive: .
Proverò a scrivere quanto il signor Boerio sia lontano dalla realtà, riversando sull’altra sponda il “ridicolo”, cosa non difficile dati gli argomenti presentati. Nel trattare questo caso, oltre a citare quanto scritto dai giornalisti di “Focus”, qua e là inserirò nel testo opinioni di illustri politici, illustri storici, illustri scienziati, illustri artisti e così via; poche citazioni fra le mille e mille che, se solo fossero state lette dagli “storici” di “Focus”, tanti strafalcioni sarebbero stati evitati. Le citazioni di queste personalità, per differenziarle da testo, saranno evidenziate in maiuscolo. Ecco la prima:
“MUSSOLINI E’ IL PIU’ GRANDE UOMO DA ME CONOSCIUTO E SENZ’ALTRO FRA I PIU’ PROFONDAMENTE BUONI: AL RIGUARDO HO TROPPE PROVE PER DIMOSTRARLO” (Pio XII, 1952).
Prima di iniziare vale la pena di citare una “perla” (pag. 61): “Uomini che avete il pene freddo (sì, ho scritto “pene freddo”), nessun timore, la soluzione viene fornita dalla signora Silvia Bragagia”, che assicura: . C’è da domandarsi perché certi “storici” non si forniscono di un cappuccio di “pelo di coniglio” nel quale, estate e inverno, infilavi la testa.
“OPEREREMO DIMOSTRANDO OBBEDIENZA E FIDUCIA A MUSSOLINI CHE CON TANTA CONSAPEVOLEZZA DI RESPONSABILITA’ CI GOVERNA E CI GUIDA” (Mons. Adinolfi, 1935).
Il signor Aldo Carioli inizia la “sua storia” (pag. 6 e seguenti) con questa domanda: . Ecco riapparire il mostro, il demone, la parola mefistofelica: “Revisionismo”. “Revisionismo” è la nonna di cappuccetto rosso che divora il lupo. La domanda di Carioli è stata posta ad uno storico, il più avvelenato fra gli antifascisti, addirittura a Vittorio Foa (alla faccia della “visione distaccata”); e la risposta di Foa non poteva che essere all’altezza della sua fama: le violenze squadristiche nere. Certamente Foa “ha dimenticato” le violenze degli squadristi rossi, messe in atto soprattutto contro i contadini della bassa padana per mantenere nella zona il predominio delle cooperative rosse; e questo, diversi mesi prima che nascesse il movimento fascista. Foa “ha dimenticato” le violenze rosse commesse a danno dei reduci dalle trincee, che causarono anche morti e feriti. Parcibal Phillips, corrispondente del “Daily Mail” che visse molto tempo in Italia scrisse: . Di non dissimile parere era lo stesso De Gasperi (“Il Nuovo Trentino” 7 aprile 1931): . Sempre Foa, che è uno storico e quindi deve sapere di affermare un falso; ha detto: . Il Duce non ha mai ordinato l’impiccagione di al-Mukhtar, né di altri. Il fascismo, salito al potere, si trovò in eredità dal precedente regime anche la Libia fucina di sommosse e barbari massacri. Omar al-Mukhtar era l’animatore di stragi; egli stesso ammise di aver ordinato l’uccisione di alcuni prigionieri italiani, fra i quali gli aviatori Hunerter e Beali e la carneficina di donne e bambini nell’accampamento dei beduini di Slauta. L’8 novembre 1930 ordinò l’eccidio di una pattuglia di “Zapié” (carabinieri indigeni) al comando del brigadiere Stefano Ramorino. Il 12 settembre 1931 al-Mukhtar venne catturato e processato il 15 e condannato alla pena capitale .
“VARCATO IL BRENNERO, TROVAMMO CHE SE I BAVARESI PIANGEVANO DI GIOIA, GLI ITALIANI SI PROSTERNAVANO NON DAVANTI AL DUCE FONDATORE DELL’IMPERO, MA ALL’ANGELO DELLA PACE” (Filippo Anfuso, 1956).
A pag. 8 e 9 un’altra dimostrazione che l’estensore, anche se è in buona fede, non ha capito nulla della materia che tratta. Infatti ha scritto: . A questa concezione risponde De Felice: .
“NON CREDO CHE CI SIANO IN EUROPA UOMINI DI ECCEZIONE COME MUSSOLINI” (Stanley Baldwinn, Primo Ministro inglese).
Adesso leggiamo una didascalia che meriterebbe di essere inserita nello stupidario mondiale: . Forse l’Autore sarebbe stato più contento se le strutture portanti fossero state in marmo e il cemento usato per i rivestimenti. Questa trovata si allinea a quanto scrisse Bruno Zevi su “L’Espresso” del 2 settembre 1995 in merito a l’E.42, cioè l’odierna EUR: . Balordaggini molto simili a tante altre, come la seguente: . Certamente per le zanzare lo fu.
“MUSSOLINI E’UN SUPERUOMO” (Mahatma Gandhi, 1934).
Leggiamo a pag. 19 <(Nel Ventennio) il w.c. in casa era un miraggio, figurarsi la vasca da bagno! Si mangiava poco e si soffriva il freddo>. Infatti il “tiranno”, preso il potere, come primo atto fece demolire tutti i w.c. e le vasche da bagno che i precedenti governi avevano fornito in abbondanza alla cittadinanza. E ancora: . Fu la prima realizzazione del fascismo: i geloni, prima sconosciuti, furono imposti per legge.
A pag. 21: . Però, c’è sempre un però, eccolo: .
“QUANDO NEL 1931 MI RECAI CON LA FAMIGLIA IN ITALIA A PRESENTARE IL FILM “IL CAMPIONE”, MI PRESENTAI SPESSO IN MAGLIETTA NERA, IN ONORE E SIMPATIA PER MUSSOLINI! MUSSOLINI GRANDE! ITALIA BELLISSIMA! ITALIANI SIMPATICISSIMI! EVVIVA ITALIA! EVVIVA MUSSOLINI” (Wallace Beery, attore, 1933).
Una piccola serie di “acute osservazioni”, senza commento: , pag. 21. Invece a pag. 22: . <(Nei discorsi del Duce) sono evidenti i simbolismi sessuali (“spade levate” e “fecondazione”) che confermano i caratteri tipici (e ovviamente virili) del leader>. A pag. 52: . A pag. 66: . A pag. 60: . Pag. 96, leggiamo quanto riguarda i gelati: . L’autore di queste note si chiede: “Anche se ero poco più che bambino, in quegli anni, dove vivevo?”. Indubbiamente questi giornalisti hanno una fantasia non comune e si infischiano altamente di cadere nel ridicolo: “d’altra parte i lettori non capiscono niente”. Infatti a pag.52: . Chissà se il “geniaccio” che ha fatto questa scoperta ha mai sentito parlare di “coibentazione degli edifici”?
A pag. 92 la didascalia riporta: . E’ necessario che il direttore della rivista controlli meglio i suoi giornalisti; infatti a pag. 117 arriva una smentita:
.
“L’AMMIRAZIONE DI LENIN PER MUSSOLINI, LA CONVINZIONE LENINISTA CHE MUSSOLINI FOSSE L’UNICO LEADER RIVOLUZIONARIO ITALIANO DI GRANDE STATURA E’ FACILMENTE RIDUCIBILE CON LA SCIENZA DEL POI: MUSSOLINI E’ UNO SCONFITTO E GLI SCONFITTI HANNO SEMPRE TORTO… E’ IL CASO, INTANTO, OCCUPARSI SERIAMENTE DI MUSSOLINI E DEL MUSSOLINISMO (insomma per intenderci, non alla “Focus”, nda). LO ODIAVAMO E LO AMAVAMO A UN TEMPO” (Giorgio Bocca, 1982).
E’ inutile aggiungere che Bocca parlava di sé stesso: il primo sentimento “l’odio”, come per tanti altri, subentrò quando per il fascismo le cose cominciarono ad andar male, non davvero per un onesto ravvedimento politico. Per essere più chiari, un certo antifascismo emerse solo dopo il 25 luglio 1943, per opportunismo e non per convinzione.
Tutta la “storia” interpretata da “Focus” è, insomma, una serie di artifizi da cortile. Si pensi alla trovata che e che non aveva . Pag. 130, un’altra trovata: . Alessandro Mezzano ha osservato: “A parte le pochezza di una tesi indimostrabile che, come tale evidenzia la malafede ed il pregiudizio di un tentativo poco intelligente negare l’evidenza, basterebbe la mole, l’importanza e la brevità dei tempi occorsi alle riforme per dimostrare che queste sono avvenute non a caso, ma per la ferma volontà di Benito Mussolini e di tutto il Fascismo, stante anche la loro perfetta coerenza con la dottrina del Partito Nazionale Fascista!”.
Si ripete, anche su questo periodico, pag. 118, una mascalzonata: . Ci siamo già occupati dell’argomento su “StoriaVerità” del marzo 1997. Quando l’Italia affrontò quell’impresa, Francia e Inghilterra (che l’avevano preparata con una serie di provocazioni, nella speranza di un clamoroso fallimento, tale da portare al rovesciamento del Fascismo) profetizzarono che, qualora il nostro Paese fosse riuscito a vincerla, quella guerra sarebbe durata non meno di cinque anni e con perdite inimmaginabili. Grande fu lo scorno della “Perfida Albione” quando quel conflitto si risolse, invece, per noi vittoriosamente e in una manciata di mesi. Ecco, allora, la reazione allo scorno: “Hanno vinto perché usarono i gas asfissianti”.
Per evidenziare quanto la menzogna faccia parte della cosiddetta storia di oggi, Angelo Del Boca, lo “storico” autore del volume “I gas di Mussolini”, ha ritenuto di avvalorare la sua tesi scrivendo (a pag. 45): . Ma Montanelli il 12 gennaio 1996 su “Il Messaggero” ha affermato: . Alla domanda: . Montanelli: .
E vediamo altre “testimonianze vissute”. Pietro Romano, “Il Giornale” del 18/2/96: <(…). Posso assicurare che i gas non furono mai usati>. Il colonnello Giuseppe Spelorzo (“Il Giornale d’Italia” del 18/3/96): . Sempre Spelorzo in data 12/6: . Segue l’interessante dichiarazione del signor Giovanni De Simone su “Il Giornale d’Italia” del 23 febbraio 1996: .
Il signor Giulio Del Rosso (“Il Giornale d’Italia” del 29/4/96) dopo aver scritto di aver preso parte a combattimenti sui vari fronti etiopici, termina: . Lo stesso Winston Churchill nella sua “La Seconda Guerra Mondiale”, a pag. 210 esclude l’uso dei gas nei seguenti termini: . Lo stesso Dennis Mac Smith, storico scozzese fortemente antifascista, ha sostenuto che .
In occasione del citato articolo su “StoriaVerità”, l’autore, sempre alla ricerca di testimonianze probanti, contattò il generale Angelo Bastiani, il quale alla domanda sull’uso dei gas, rispose: . Bella domanda! Perché il Negus che era di casa alla Società delle Nazioni, mai accusò l’Italia dell’uso dei gas?
Se Sergio De Santis, autore dell’articolo “sull’uso dei gas”, vuole andare alla ricerca dei “criminali di guerra”, non ha che l’imbarazzo della scelta: vada ad indagare su tutti i Presidenti Usa, a partire dalla seconda metà del XIX secolo sino ai giorni nostri. Ci rassicuri il signor De Santis su alcuni dubbi: la bomba atomica fu un’arma convenzionale?
Con la stessa tecnica dell’”artata menzogna”, a pag. 40, è scritto: . “Artata menzogna” perché si estrapola da un discorso una proposizione per dimostrare l’opposto di quel che Mussolini intendeva dire. Infatti sono stati omessi i tanti “se” e gli “invece” che arricchiscono il discorso del Duce. Mai una volta, invece, che venga citato il deputato fascista Armando Casalini, assassinato su un tram dinnanzi agli occhi della figlioletta.
“MUSSOLINI HA COMPIUTO UNA TRASFORMAZIONE CHE RASSOMIGLIA A UN MIRACOLO. IL GOVERNO DI MUSSOLINI HA PORTATO A TERMINE UN’IMPRESA APPARENTEMENTE IMPOSSIBILE” (“Daily Mail”, 1932). “GLI STORICI SCRIVERANNO IL SUO NOME NEL TEMPIO DELLA FAMA”. (“Daily News”, 1926).
A pag. 132 una foto illustra gli effetti di un bombardamento eseguito dai “liberatori”, ma la didascalia è piuttosto ambigua: . No, la verità è completamente diversa da quel che si tenta di far credere: quel giorno i bombardieri tedeschi colpirono alcune navi angloamericane ancorate nel porto di Bari. Una di queste trasportava un gas venefico, probabilmente “iprite”. La nave, centrata da una bomba si incendiò, e diffuse il gas letale nel centro abitato causando centinaia di morti. Ancora oggi, non solo vige il massimo silenzio su quell’episodio, ma sussiste il fondato timore che nel fondo del mare esistano, attive sostanze chimiche che, quando il contenitore sarà corroso, potrebbe causare un danno ecologico di dimensioni catastrofiche.
Quanto sin qui scritto è solo una parte delle falsità e delle corbellerie contenute nelle 137 pagine del periodico “FOCUS”. Qualcuno, dopo aver letto queste note potrebbe chiedere il motivo di tante menzogne e tanto odio contro quel “tiranno e quel regime”. La risposta potrebbe essere molto semplice: stabilire un serio paragone fra “quel tiranno e quel regime” e il periodo precedente al 1922 e quello successivo al 1945, risulterebbe rovinoso per questa “Repubblica nata dalla Resistenza”.
Proprio in questi giorni si paventa una grave crisi incombente che investirà il nostro Paese, ecco come il pericolo è stato risolto: il Parlamento democratico “ ha votato all’UNANIMITA’ e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 1.350 Euro al mese”. Nell’”infausto Ventennio” deputati e senatori godevano solo di un gettone di presenza e il “tiranno” rifiutò sempre ogni ricompensa.
Una ventata di aria pulita la proponiamo con questa citazione:
“MUSSOLINI E’ IL PIU’ NOTEVOLE UOMO VIVENTE: LA SUA FIGURA SI PROFILA GIGANTESCA FRA I GRANDI UOMINI DELLA STORIA. (Emil Ludwig, storico, 1940).
Ed ecco come venne giudicato Mussolini da un uomo che “di certe cose se ne intendeva”: “CON LA MORTE DI MUSSOLINI SCOMPARE UN GRANDE UOMO POLITICO CUI SI DEVE RIMPROVERARE DI NON AVER MESSO AL MURO I SUOI AVVERSARI”. (Giuseppe Stalin, 1945).